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Dal
Punto di vista urbanistico, il centro storico di Santa Fiora
si compone di Tre Terzieri: Castello, Borgo e Montecatino.
In tutti spicca subito l'uso massiccio del peperino.
Castello
Il terziere di castello è la parte più antica
del paese e si erge sopra un'altissima ripa. Il punto centrale
è costituito dalla Piazza, sovrastata dalla torre dell'orologio
e dalla Rocca medievale espressione del dominio degli Aldobrandeschi.
Accanto, di un'epoca successiva (intorno al 1600), si erge
lo splendido palazzo comitale Cesarini-Sforza, fatto edificare
dagli omoni conti in sovrapposizione ad edilizie preesistenti.
Queste costruzioni, oltre a delimitare la parte occidentale
della Piazza formano un complesso grande e compatto che dà
forma allungata al campo. All'estremità sud, proprio
adiacente la palazzo comitale, stanno lo splendido giardino
e l'antica dimora della famiglia Luciani, amministratori del
feudo per conto degli Sforza. A nord, prima del Ponte del
Viadotto che collega la parte vecchia con quella nuova del
paese, c'è l'ottocentesca chiesina di San Giuseppe.
Nella parte est, la Piazza è definita da un altro complesso
di edifici, interrotti l'uno dall'altro da una serie di viuzze
che introducono nei meandri di un centro storico ricco di
scorci suggestivi, di bassorilievi, come insegne sulle antiche
porte, e di madonne votive. In particolare vanno menzionate:
Via San Michele e Via dell'Olmo che conducono alle omografe
piazzette (in Piazza San Michele è visibile una statua
del Santo con in mano la caratteristica bilancia). La via
centrale che collega il terziere di Castello con quello di
Borgo, e che dalla Piazza scende in direzione della chiesa
principale, è Via Carolina. Pochi metri dopo averla
imboccata s'incontra la chiesa del Suffragio (1716-1726);
proseguendo fino in fondo, come detto, ci si para davanti
la chiesa della Pieve, di origine romano-gotica, dedicata
alle sante Flora e Lucilla. Qui, oltre ai dipinti e alle grandi
croci che sfilano per le vie del paese ogni tre maggio, si
trovano conservate le preziosissime terra-cotte dei fratelli
della Robbia.
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ANTICO PORTONO
DI ACCESSO AL PAESE
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STATUA DI S. MICHELE
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Borgo
A pochi passi dalla Pieve, oltrepassata la Porticciola, scendendo
lungo la "strada nuova" si viene immessi nel terziere
di Borgo, un tempo abitato per lo più dalle classi
subalterne. Il Borgo si sviluppa lungo gli assi che collegano
la chiesa di Sant'Agostino (costruita a partire dal 1309 insieme
al convento di San Michele dai frati del convento di Santa
Barbara di Bagnolo), alla chiesa di Sant'Antonio, di cui resta
solo la facciata, fino al convento delle cappuccine, fondato
nel 1602, e chiuso nel 1991. Inutile dire che anche qui gli
amati dell'arte, gli archeologi e i turisti hanno con che
intrattenersi. Da non dimenticare, alla fine di Via Lunga,
i resti dell'antico Ghetto, testimonianza di una presenza
significativa degli ebrei nel nostro territorio al tempo degli
Sforza.
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TARGA IN PEPERINO
(Chiesa di S. Agostino)
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Montecatino
Continuando a scendere, costeggiando la piazzetta di fronte
alla Chiesa di Sant'Agostino e oltrepassando la porta San
Michele (o di Borgo) ci si trova proprio di fronte ai pozzi
della Peschiera, sopra i quali incombono i caratteristici
tritoni in peperino dello stemma: siamo nel terziere di Montecatino.
Si tratta del più recente nucleo abitativo del centro
storico, quasi sicuramente edificato per i maestri degli edifici
e gli operai impiegati nelle fabbriche azionate dalla forza
del fiume. Non vi sono decorazioni o opere d'arte di valore,
tuttavia, proprio la semplicità conservata intatta
rappresenta la sua bellezza. Adiacente alla Vasca, sorge la
piccola chiesa della Madonna delle Nevi costruita verso il
1600, sia per servire gli abitanti del Terziere che per benedire
le sorgenti d'acqua. All'esterno, un rilievo dei Della Robbia
raffigura le sante Flora e Lucilla.
Con un parco amplissimo, ricco di specie naturali, e il grande
catino d'acqua formato dalle sorgenti del fiume, la Peschiera
è il fiore all'occhiello di Santa Fiora. Costruita
intorno alla metà del 1400 essa era adibita a vivaio
per le trote e luogo di riposo dei conti Sforza di Santa Fiora,
che nel 1851 la fecero restaurare e cingere con più
alte mura.
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