Nel
territorio di Santa Fiora vi sono tracce di Neolitico, Eneolitico
e dell'Età del bronzo (etruschi e poi romani). Vi
sono anche prove attestati lo sfruttamento in antichità
delle proprietà coloranti del cinabro, ovvero della
pietra dal quale si ricava il mercurio e all'estrazione
della quale è legata tutta la storia del '900 amiatino.
Il Medioevo
Risale all'anno 890, e ha come oggetto questioni di confine
della proprietà dell'Abbazia di San Salvatore, il
primo documento che cita esplicitamente Santa Fiora. Già
intorno al 1082, tuttavia, essa compare come insediamento
umano dove gli Aldobrandeschi allestiscono le prime mura
di protezione, tanto che dal 1141 gli scritti iniziano a
parlare di Castello S. Flore. Proprio la penetrazione degli
Aldobrandeschi sull'Amiata, messa in atto allo scopo di
rompere l'egemonia esercitata su tutto il territorio dagli
abati di San Salvatore, fa di Santa Fiora, a partire dal
XIII secolo, uno dei centri più importanti della
bassa Toscana, dal quale si propaga la forza dei conti stessi
che cominciano ad essere nominati i "conti di Santa
Fiora". La frantumazione dei possedimenti della Famiglia
e il passaggio sotto il controllo dei senesi è il
segnale del declino che investe la Contea di Santa Fiora
dalla metà del XIV secolo; "
e vedrai Santafior
com'è oscura", scrive a tal proposito Dante
nel VI canto del Purgatorio. In seguito (1439) con il matrimonio
tra Cecilia Aldobrandeschi (Figlia di Guido, spodestato
da una nobildonna senese della famiglia Salimbeni) e Bosio
della Famiglia Sforza di Milano, il decadimento di Santa
Fiora sembrò in parte arrestarsi, anche se i nuovi
Signori preferiranno "investire" su Roma lasciando
i possedimenti amiatini in mano ad amministratori, tra i
quali spiccano quelli della famiglia romana dei Luciani
nel XVIII secolo.
PIAZZA DEL CASTELLO
(Veduta Frontale)
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PIAZZA DEL CASTELLO
(Veduta Retro)
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Tra l'epoca Moderna e l'età
contemporanea
Il ramo degli Sforza di Santa Fiora ebbe il suo periodo
di massimo splendore nel '500, grazie anche alle politiche
diplomatiche e di alleanze intessute dal capostipite Guido,
il quale, non solo era spostato con una parente stretta
del Papa Paolo III Farnese, ma riuscì a maritare
due dei suoi discendenti con la figlia e la nipote dello
stesso pontefice. Tali intrecci garantirono e indirizzarono
i membri della famiglia sulla strada di brillanti carriere
ecclesiastiche e militari.
Nel Seicento Santa Fiora era uno dei centri più popolosi
della parte occidentale dell'Amiata, tuttavia qualcosa cominciava
scricchiolare nel potere degli Sforza consolidatosi anche
per merito di un altro personaggio importate, Mario Sforza.
Da una parte, quindi, la non altrettanta lungimiranza dimostrata
dagli altri componenti della famiglia, che determinò
la dismissione e la vendita di molte proprietà, dall'altra
il potere e le politiche attuate in Toscana da Pietro Leopoldo
portarono i feudatari di Santa Fiora alla perdita di molti
privilegi. Tra il Settecento e l'Ottocento gli Sforza, divenuti
nel 1674 Cesarini Sforza (matrimonio tra Federigo Sforza
e Livia Cesarini, ricca ereditiera romana), potevano comunque
ancora contare su molti possedimenti, anche se la popolazione
si stava progressivamente impoverendo, in parte a causa
dell'eliminazione degli usi civici. Con l'unità d'Italia
la situazione non migliorò: l'inasprimento fiscale
e altri obblighi imposti dal governo centrale peggiorarono
notevolmente la situazione.
"Il comune di Santa Fiora, oltre al paese omonimo,
contiene anco i villaggi denominati il Bagnolo, Casell'Azzara,
Cellena, Selva e Selvena, con varie case in diverse direzioni
sparse. Il territorio di questa comunità occupa una
superficie di ettari 15.485 ed ari 54 con una popolazione
di 5434 abitanti e confina con le comunità di Sorano,
Pian Castagnaio, Castel del Piano, Arcidosso, Roccalbegna,
e collo stato italiano ancor soggetto al Papa." Così
viene inquadrata Santa Fiora da un documento del 1865 di
D. Carlotti dal titolo "Statistica della Provincia
di Grosseto". La situazione rimarrà così
fino alla costituzione dei comuni di Castell'Azzara e Semproniano.